JeSuisCharlie

Il 7 gennaio 2015 due uomini fanno irruzione nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo. Poco prima hanno sbagliato numero civico, ma non perdono la calma: entrano e sparano. Uccidono il direttore Stéphan Charbonnier (detto Charb), il famosissimo disegnatore Georges Wolinski e praticamente tutta la redazione - i colleghi che si firmavano Cabu, Tignous, Honoré - e quattro altre persone che a vario titolo collaboravano con il giornale. Nel massacro hanno perso la vita anche un inserviente e due agenti di polizia.

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  1. A #Dammartin quasi sicuramente sono asserragliati i fratelli Kouachi, considerati gli autori della strage. Giovani e franco-algerini, noti alla polizia perchè parte della cosiddetta filière irakienne du 19e arrondissement, la cellula che recluta jihadisti da inviare in Iraq.
  2. Il prossimo numero di #CharlieHebdo sarà il numero dei sopravvissuti: li aiuteranno gli amici, i disegnatori e i giornalisti che da tutto il mondo li stimano e hanno collaborato con il settimanale. Che, per dimostrare che non rinuncerà mai alla libertà di opinione, uscirà con una tiratura da un milione di copie. E ce lo spiegano qui:
  3. Un passo indietro: perchè Charlie Hebdo era nel mirino dei terroristi dell'Islam deviato?
  4. Un passo indietro visuale: forse una carrellata delle copertine lo spiega meglio
  5. #JeSuisCharlie: i disegnatori musulmani traducono l'hashtag in vignette
  6. #JeSuisCharlie: non piegarsi alla censura significa non smettere mai di pensare, interrogarsi. @lucasofri lo fa sul @ilpost, ecco le sue domande:
  7. 1) la questione della responsabilità delle religioni rispetto alle proprie depravazioni fanatiche
    2) e di quella musulmana in particolare
    3) la questione del valore e del ruolo della satira nelle nostre società
    4) la questione di come si devono comportare i media in occasioni come questa rispetto alle loro consuete scelte editoriali
    5) la questione di cosa determina che “vince il terrorismo” o vinciamo noi
  8. E le sue riposte:
  9. A quelli che chiamiamo musulmani moderati (alcuni, almeno) non viene in mente di scusarsi per il gesto degli estremisti, anche se in molti lo chiedono. E hanno le loro buone ragioni:
  10. Chi lo chiede sono spesso le formazioni di estrema destra. Come hanno reagito alla strage della redazione di Charlie Hebdo?
  11. Francia, la rabbia di Marine Le Pen: il suo Front National è stato escluso dalla marcia che si terrà a Parigi domenica prossima e lei parla di "pietoso settarismo"
  12. Regno Unito, Nigel Farage cavalca l'odio verso le elezioni di maggio: Per il leader dell'Ukip la colpa dell'attentato va ricercata nel fallimento del "grossolano multiculturalismo" attuato in Europa che ha portato alla nascita di una "quinta colonna" all'interno delle società occidentali, " persone che hanno i nostri passaporti e ci odiano".
  13. Italia, il leghista Paolo Grimoldi parla di "governo collaborazionista": Alla Camera il deputato sposta il centro della questione e attacca l'esecutivo Renzi "Questo Governo è collaborazionista con i terroristi. Quello che fate perora la causa dei terroristi, avete azzerato il fondo espulsioni".
  14. Italia, qualche anno fa: vale la pena di rileggere Oriana Fallaci e il suo La Rabbia e l'Orgoglio.
  15. "Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d’ un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù".
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