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  1. Tutto ebbe inizio con la riesumazione in rete di questa intervista rilasciata da George Soros a "60 Minutes" della CBS (non proprio TeleNorba) dove il nostro, abbastanza sorprendentemente per uno scampato alla Shoah, dichiarava che il periodo vissuto da ragazzino durante l'occupazione nazista della nativa Ungheria, quando accompagnava "lo zio cristiano" a confiscare i beni degli ebrei, era stato "il momento più bello della mia vita". L'intervistatore gli chiede: "Quell'esperienza avrebbe mandato dallo psichiatra chiunque". "Niente affatto", risponde Soros.
  2. 60 Minutes Interview George Soros Tried to Ban - Atheist, Holocaust Criminal Conspiracy
  3. Però a Bologna questa rimpatriata e relativa botta di sincerità del vecchio marpione non fu presa bene. Il pupaMazzetto ci scrisse un accorato pezzo contro i fassisti antisemiti che osarono rivangare questa "merda".
  4. La calunnia fabbricata dai self-hating jews come Pieczenik e dagli agenti in incognito dell'Okhrana su Twitter non poteva essere tollerata ma, nonostante le ottime intenzioni e l'evidenza del video e delle dichiarazioni di George nel suo adorabile accento anglo-ungherese dimostrassero il contrario, pupaMazzetto purtroppo, per contrappasso, cadde nel gorgo del negazionismo.
  5. Niente. Assisteva.
  6. Finché qualcuno gli fece notare che....
  7. A questo punto, nella foga del diniego dell'evidenza, per poco pupaMazzetto stette per dimenticare il vero motivo per il quale aveva iniziato la simpatica conversazione con gli agenti dell'Okhrana.
  8. Azzardai una diagnosi a distanza. Lo so, non è corretto ma non seppi resistere.
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