Noi siamo il Quinto Stato

Storie, racconti, epifanie della condizione universale di italiani e migranti, apolidi in patria o extraterritoriali in uno stato. Open-manifesto per il Quinto Stato:

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  1. Noi siamo il quinto stato

    Il Quinto Stato è l’universale condizione di apolidia in patria in cui vivono almeno otto milioni di italiani ai quali non sono riconosciuti i diritti sociali fondamentali. La stessa condizione interessa almeno cinque milioni di cittadini stranieri che inoltre subiscono l’esclusione dai diritti di cittadinanza a causa della loro extra-territorialità in uno Stato.
  2. Siamo milioni. Donne e uomini. Giovani e meno giovani. Italiani e migranti. Professionisti, operai, contadini, stagisti e apprendisti. Uomini e donne,viviamo nelle città dove fortissima è la terziarizzazione della società e la presenza delle comunità immigrate che lavorano nelle micro-imprese, nel lavoro domestico o di assistenza.
  3. Siamo lavoratori e lavoratrici della conoscenza, produciamo contenuti, storie e informazioni, trasmettiamo e rielaboriamo saperi, in generale nutriamo quei beni comuni che si ottengono dalla cura e dalle relazioni, dall'immaginazione, dal lavoro immateriale e da quello nella formazione:
  4. Questa condizione non è legata ad un contratto con un datore di lavoro, ma all'espressione dell'indipendenza:
  5. Quella del Quinto Stato è la condizione universale di chi è apolide in patria e extraterritoriale in uno Stato.
  6. Vogliamo creare coalizioni che istituiscano, per tutti:
  7. Sosteniamo il lavoro di concerto. Il progetto in comune. Una cultura della differenza. La riscoperta del mutualismo e della cooperazione:
  8. Queste sono per noi le basi per un
  9. Nelle nostre città:
  10. Di noi i giornali hanno parlato come "cervelli in fuga":
  11. Di buon mattino ci alziamo e entriamo in classe. Qualcun altro aggiorna il sito del quotidiano che pubblica un articolo pagato 3 euro. Altri correggono le bozze, e chiamiamo la traduttrice per l'ultima revisione del testo
  12. Altri, come noi, investono le loro vite nel tentativo di essere soggetti di diritto e quando - raramente - lo diventano, sono costretti a vivere un'esistenza in bilico tra i sommersi e i salvati:
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