#OWS: la ballerina e il toro

All'origine del movimento Occupy Wall Street, per una contro-storia dell'immaginario ribelle. Il declino del marketing politico, il ruolo degli artisti, dei graphic novelist, degli attivisti digitali nella creazione del virus #Occupy. Di Roberto Ciccarelli

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  1. Tutto parte da questa immagine diffusa il 18 luglio 2011 dal magazine radicale Adbusters: il toro, il simbolo di wall street, la ballerina simbolo del virtuosismo, della grazia, di chi vive nella più violenta crisi del capitalismo dal 1929, e resta in equilibrio, domandola senza redini, con la pressione di un solo piede che calza, appunto, una ballerina. La bestia oscilla, scalcia. La ballerina, imperturbabile, resta sul dorso. Un incanto perfetto, mentre la bestia sembra cedere sotto la gentile, ma inflessibile, pressione del piede calzato. Dietro i lacrimogeni, emergono le maschere antigas degli attivisti..
  2. Il gioco del primo piano con lo sfondo è significativo. Ad esempio, a Seattle, nel 1999, anno di nascita del movimento no-global, primo episodio di resistenza e di contrasto del capitale globale, il primo piano dell'immagine simbolo della rivolta era invece occupato dalla maschera antigas di un attivista, circondato dalle fiamme. gioco del primo piano con lo sfondo è significativo. Il simbolo del Wto emerge dalla nebbia dei lacrimogeni sullo sfondo: 
  3. Il rovesciamento del piano ottico dell'immagine testimonia innanzitutto una chiarezza politica di fondo: il nemico, l'avversario, il soggetto è sempre il capitale finanziario, incarnato nel suo vero simbolo, il toro. E la sua antagonista è donna, e in particolare il virtuosismo, l'arte, di chi trascorre la vita sul filo di un equilibrio precario. Il tutto saldato nella stessa immagine. Il toro e la ballerina rappresentano plasticamente l'inscindibilità del conflitto tra la leggerezza e la pesantezza, la grazia e la bestialità, il lavoro vivo e il lavoro morto, la produzione incarnata in un corpo contro la speculazione. Per tutto il resto, si intuisce che il contesto resta lo stesso: scontri con la polizia, lacrimogeni, fiamme, insorgenze, tutto quello che abbiamo visto dalla grecia all'egitto, passando anche per l'Italia dal 2008 all'altro ieri. 
  4. L'immagine divenuta simbolo del movimento Occupy Wall Street è stata commissionata ad un anonimo (inutile cercarne il nome) dalla rivista canadese "Adbusters", specializzata in "culture jamming", cioè in subvertizing e nella critica radicale al consumismo e al capitalismo globale, con base a Vancouver. E' apparsa in rete poche ore dopo il 18 luglio 2011.

    Quel giorno Adbusters propose l'occupazione pacifica di wall street contro l'ingerenza delle multinazionali, delle banche e delle agenzie di rating sulla democrazia, e le conseguenze sulla crisi finanziaria globale.

    L'idea fu quella di cambiare la comunicazione politica dei movimenti

    In un'intervista alla rivista Link dell'ottobre scorso, Micah White, Senior Editor della rivista, spiega la strategia:
  5. "Il modello teorico di Adbusters - afferma White - è stato quello di evitare i tradizionali modelli commerciali di mobilitazione delle persone interessate. "ci affidiamo alle parole appassionate, sulla pertinenza dei fatti e sulla bella arte per cercare di provocare epifanie!". 

    Il toro e la ballerina possono essere dunque considerate un'epifania del presente.
  6. Nelle prime ore del lancio dell'immagine, Adbusters è stata affiancata da Alexa O'Brien,  IT strategist di USDAYOF RAGE, uno degli snodi fondamentali per la creazione della campagna. Alexa, di padre irlandese e madre slava, nata a Seattle e cresciuta con sua madre a New York, ha fondato il movimento di base (grassroots) USDOR, il cui slogan fondamentale richiama quello rivoluzionario americano: One citizen. One dollar. One vote:
  7. La storia di Alexa viene raccontata da suo fratello Daniel, grafico, che ha contribuito alla crescita dell'immaginario epifanico di OWS:
  8. E in questa intervista in cui Alexa spiega che USDOr è nata il 10 marzo 2011 quando ha creato il profilo twitter @USDayofRage, con l'intenzione di unire nella stessa logica quello che vedeva a piazza Tahrir al Cairo, Egitto, e quello che aveva visto in Europa (in Italia probabilmente il 14 dicembre 2010 a Roma). E poi è nato anche il suo facebook:
  9. Daniel O'Brien, il fratello di Alexa, grafico trentenne, ha reinventato la tradizionale iconografia spartachista, degli Industrial Workers of the World (IWW) e, in generale, del movimento operaio e di qualche stilema del realismo socialista per OWS:
  10. Una versione di Robin Sheridan:
  11. Questo è accaduto PRIMA dell'occupazione pacifica di Zuccotti Parl a New York il 17 settembre 2011. L'appello di Adbusters è stato letto 20 mila volte, tra luglio e settembre, ed è probabile che molte delle persone presenti lo avessero fatto in quel periodo. L'hashtag #occupy spunta con decisione solo il 16 settembre quando dall'account twitter newyorkerist partono 11 mila twits che lanciano l'esperienza. In più l'intervento massiccio di Anonimous, la sigla dietro la quale si nasconde un vivacissimo e affilato gruppo di hackers transnazionali, è servito certamente a promuovere e a diffondere l'appello. Ciò non toglie che la maggioranza degli americani, il 17 settembre, non era a conoscenza di OWS. 

    Lo spiegano le risposte a queste FAQ su The Nation:
  12. Anonimous rappresenta l'altro sottofilone iconico che ha aperto l'immaginario OWS al mondo delle graphic delle graphic novel, e in particolare al simbolo del film V per Vendetta ispirato all'opera di Alain Miller. La maschera del cospiratore Guy Fawkes ha letteralmente spopolato, e non solo negli Usa. Eccolo in versione Obama:
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