The Munich Air Disaster

Il 6 Febbraio 1958 l'aereo che trasporta i giocatori del Manchester United, vittoriosi dopo il match di Coppa dei Campioni contro la Stella Rossa di Belgrado, si schianta al terzo tentativo di decollo dalla pista di Monaco di Baviera. Muiono in 23, tra cui 8 giocatori.

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  1. Sei Febbraio 1958, è inverno e su Monaco di Baviera, com'è normale in Germania d'inverno, cade una fitta coltre di neve. Ai tempi, una nevicata, nessuno la chiama con nomignoli apocalittici come Snowrmageddon o Snowpocalypse. Una nevicata a Febbraio è solo una nevicata, la normalità checcazzo. Di straordinario, quel giorno, sulla pista di Monaco di certo non c'è la neve che cade dal cielo. Di straordinario, quel giorno, sulla pista di Monaco c'è il Manchester United. Partito poche ore prima da Belgrado, il velivolo noleggiato dalla squadra per andare a giocare il ritorno dei quarti di finale della Coppa dei Campioni contro la Stella Rossa di Belgrado sta facendo scalo nel capoluogo bavarese. Il Manchester ha pareggiato 3-3 e si è qualificato alle semifinali del torneo in virtù del 2-1 maturato all'andata. È una bella giornata per i ragazzi di Matt Bubsy.
  2. Quel pomeriggio, ai comandi dell'Airspeed Ambassador della British European Airways, c'è il capitano James Thain. Thain prova due volte a far decollare quel bestione di lamiera. E per due volte è costretto a desistere. Il motore sinistro, nonstante fuori nevichi, si surriscalda due volte. Al terzo tentativo Thain decide di scegliere un tratto di pista più lungo. Il surriscaldamento del motore sinistro ritardava l'accelerazione del velivolo, costringendolo a percorrere una distanza più lunga di quella solitamente necessaria per il decollo. Il nuovo tratto di pista è coperto da un sottile strato di neve, nel corso della giornata infatti non è mai stato utilizzato. Thain spinge l'aeroplano fino a 117 nodi (217 km/h), ma per colpa della neve e del motore bizzoso, l'Ambassador non si solleva dal suolo. Anzi la velocità cala a 105 nodi (194 km/h). La davanti ormai non c'è più spazio. La pista è finita, il carrello tocca ancora terra. Spinta, resistenza gravità e portanza, le quattro forze che consentono il volo, non si amalgamano nel sottile equilibrio che determina il decollo. Ma ormai non c'è abbastanza spazio per interrompere la corsa.
  3. Sono le 15.04 minuti del 6 Febbraio 1958. Che suono fa un aereo che si schianta nella neve? Non lo sappiamo, ma il crash è violento. La sagoma dell'Ambassador, lanciata a tutta velocità sfonda la recinzione dello scalo monacense e si abbatte su una casa, fortunatamente vuota. Il colpo è così forte che la coda e un'ala dell'aereo vengono letteralmente strappate via dalla fusioliera. Il lato sinistro della cabina colpisce un albero, quello destro della fusoliera sradica via un capanno. Dentro c'è un camion pieno di pneumatici, che esplode. La salma dell'aereo, avvolta dalle fiamme, brucia. Brucia come un cadavere su una pira sacrificale ai bordi della pista.
  4. Nello schianto perdono la vita 23 dei 44 passeggeri. Otti di loro sono giocatori del Manchester United. Tre sono membri dello staff. Otto sono giornalisti. Quattro sono membri dell'equipaggio.

  5. Gli otto Bubsy Babes che morirono nel disastro di Monaco

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