LA FINESTRA SUL CORTILE - STORIA DEL FUTURO GIORNALISMO

di Michele Mezza - EVOLUZIONE PARTENDO DAL PROGRAMMA RADIOFONICO "PASSIONI" - IN ONDA DA SABATO 2 NOVEMBRE 2013 - RADIO 3 RAI - PODCAST TUTTE LE PUNTATE DEL PROGRAMMA RADIOFONICO http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-fa13fa37-1286-427b-a49d-015c7c38ee06-podcast.html

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  4. PREMESSA - UNA STORIA DEL FUTURO GIORNALISMO


    Solo  misurandoci con  quanto sta mutando potremo realmente comprendere cosa è stato o cosa  potrà ancora essere  il mestiere dell'informare.  L'obbiettivo finale è quello di tracciare una suggestiva mappa delle dinamiche della comunicazione,che interroghi il futuro della società nella sua complessità.

    L'ambizione è comprendere l'origine e la natura dei nuovi processi innovativi, leggendo e decifrando l'evoluzione del giornalismo italiano, e connettendo i comportamenti sociali  alle formule editoriali.

    Un media è sempre un modo di vivere, innanzitutto.

    Cercheremo di rispondere ad alcune domande di fondo:

    Che  relazioni si sono realizzate fra media e società ? Che tipo di media si sono affermati nel nostro paese e perché? I media realmente determinano la  meccanica sociale o viceversa? Dare notizie farà  ancora notizia? Chi darà le notizie sarà ancora un professionista? Quali i linguaggi e i poteri del nuovo scenario della comunicazione digitale? La tecnologia è causa o conseguenza delle trasformazioni  del mercato? Come siamo arrivati ad una crisi del mestiere del giornalista ed ad un ripensamento del modello industriale dell'editoria?


    FORMAT del PROGRAMMA RADIOFONICO 

     

    Otto puntate, accoppiate in ogni fine settimana (sabato e domenica alle ore 10.30)  a cavallo fra passato e futuro, che raccontano affrontano temi nodali del sistema informativo . Documenteremo,  con testimonianze dirette di personaggi e protagonisti, e  con documenti sonori ricavati dalla rete, i passaggi principali che hanno modellato l'attuale sistema dell'informazione e che lo proiettano  in uno scenario dove nulla rimarrà eguale a se stesso.
    Ogni puntata  si articolerà sullo scambio di esperienze e opinioni di due testimonial che emblematicamente  simboleggeranno i due aspetti del processo di riorganizzazione del mondo giornalistico: la sua storia e il suo futuro.

    Il modulo di messa in onda indicato- 4 coppie di puntate, da trasmettere il sabato e la domenica-suggeriscono  la cadenza in quattro capitoli di base che a loro volta saranno suddivisi in due sezioni.

    Ogni puntata sarà introdotta da una citazione cinematografica, un breve tratto di sonoro, che introduce  e anima il tema.

    Insieme all'autore, Giulio Anselmi, attuale presidente della Fieg, la cui storia professionale ha attraversato tutti i  ruoli e le funzioni del mondo giornalistico, sarà non solo memoria storica ma sopratutto stimolo e concreta verifica delle suggestioni che affioreranno dal dibattito con  i testimonial dei  singoli passaggi storici -del passato e del futuro- o del  giornalismo italiano.

  5. AUTORI 


    Michele Mezza  http://www.mediasenzamediatori.org/didattica/Mezza.html 

    con la testimonianza e le esperienze di:

    Giulio Anselmi   http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Anselmi  

    consulenza storica Gianfranco Zucchi  avevamolaluna.it/zucchi 

    twitter @gianfrazucchi

    e la collaborazione digitale di Carlo Monti  bit.ly/1bagLfs  


  6.  INTRODUZIONE E TEMI GUIDA DEL RACCONTO

     

    - L' acquisto del Washington Post da parte di Jeff Bezof, l'inventore di Amazon, il più grande store culturale del mondo, è l'emblema del fenomeno che vogliamo raccontare: i giornali cambiano natura, prima che formato, e il mercato editoriale tende ad assestarsi su nuovi meccanismi con nuovi protagonisti. Gli editori non sono più quelli che abbiamo conosciuto, il giornale non manterrà le caratteristiche che ci hanno formato, i giornalisti muteranno profilo e identità, i lettori non si accontentano più della semplice fruizione della notizia. La televisione non è più il televisore .Lo stesso computer comincia ad impolverarsi come strumento e linguaggio.
    Queste ipotesi, che alcuni anni fa erano solo futuribili scenari sono oggi  imminenti realtà. Siamo ad un cambio radicale di paradigma. I lettori, più dei giornalisti, si propongono  come laboratorio di una ricerca sulla storia e le tendenze del sistema dell'informazione italiana.


    Le tecnologie sono strumento e linguaggio di questa mutazione, ma non causa diretta. Semmai sono un grande ritorno, come dice Edgar Morin.

     

    - L'idea  che vorremmo verificare,come abbiamo accennato, è che i processi innovativi più che una trasformazione discontinua, segnino un ritorno di pratiche e comportamenti sociali ancora tutti saldamente nella nostra memoria genetica .

    Come raccontava proprio il massimo esponente di comunicazione della curia vaticana Cardinal Ravasi che accostava l'efficacia delle parabole di Gesù alla fulminante sinteticità di Twitter.


    Il giornalismo  della rete, con le forme di partecipazione digitale, si rivela dunque  la ripresa di un percorso, il ritorno alle  origini di un fenomeno sociale che nasce come collaborativo e, semmai, viene distorto dalla cultura fordista, gerarchica e autoriale.


    Il primo tema riguarda il nodo strutturale del sistema: crisi congiunturale, per quanto acuta e drammatica, nei suoi risvolti occupazionali, o invece mutazione della specie che trasforma drasticamente le forme e i contenuti stessi dell'atto dell'informare? Il dilemma lascia le aule universitarie e dei centri di ricerca per entrare drammaticamente nelle redazioni e nelle stanze del management editoriale.

     

    - L'esempio di Newsweek, il prestigioso magazine internazionale che da gennaio 2013 non è più in edicola, ma continua a vivere solo sulla rete, simboleggia il nodo dell'ondata digitale. Non molto meglio sta il suo tradizionale competitore, Il  Times magazine, principe dei settimanali dell'attualità globale, che vive una crisi diffusionale e pubblicitaria che potrebbe preludere ad ulteriori traumi. Il passaggio di mano del Washington Post ci suggerisce un possibile approdo, l'avvento di nuovi soggetti sul mercato anche italiano, ci confermano che  siamo oltre la linea della crisi economica. 


    La trasformazione del mercato televisivo, il pervasivo dilagare del linguaggio video in ogni rivolo digitale, sono gli spezzoni di un ragionamento che ci spinge a rompere i vecchi schemi lineari, anche nella narrazione storica.

     Quanto è accaduto era premessa di quanto sta accadendo? E come è accaduto ci aiuta a decifrare cosa ci sta accadendo? Domande che indicano un metodo che vorremmo sperimentare.


  7. - Un'altro spunto per la discussione sull'innovazione tecnologica, che sembra allontanare sempre più i mestieri dalla loro origine artigianale, ma che in realtà  recupera proprio le mansioni più tradizionali, come il passa parola e l'interscambio fra autore e utente, è il modello narrativo in cui tradizione e innovazione continuamente si passano il testimone, illustrandosi reciprocamente.

    Per questo , come traccia storica, è utile rileggere il dibattito che,  a metà degli anni '60, vide protagonisti Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino sulla qualità della lingua Italiana.  Pasolini denunciava una corruzione della lingua ad opera di egemonie tecnologiche e consumistiche. Calvino rispondeva che  “l’italiano può sopravvivere se riesce a trasformarsi in “lingua […]  moderna”, una “lingua agile, ricca, liberamente costruttiva, robustamente centrata sui verbi,

    dotata d’una varia gamma di ritmi della frase...”

     

    Metafora perfetta dei dilemmi che si profilano dinanzi al giornalismo italiano (RILEGGIAMOLA QUI SOTTO).

  8. Ogni giorno […] per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un’antilingua inesistente.Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d’amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono pensano parlano nell’antilingua. Queste pagine, spesso riprese quando si parla di burocratese e comunicazione pubblica, si devono a Italo Calvino e risalgono a quasi quarant’anni fa2 : comparvero infatti su «Il Giorno» del 3 febbraio 1965, nel quadro di una vasta discussione, aperta da Pier Paolo Pasolini, sulle dinamiche linguistiche di quegli anni, caratterizzati da grandi ma anche traumatiche trasformazioni economiche e culturali. Pasolini, dopo aver negato a lungo l’esistenza dell’italiano come lingua d’uso (funzione effettivamente svolta, sino a quell’epoca, dalle varietà dialettali: vedi FINESTRA 1), in un intervento del 26 dicembre 1964 sul periodico del PCI «Rinascita» aveva posto la questione del “nuovo italiano tecnologico”, cioè di una “lingua della produzione e del consumo” nata nelle grandi aziende e nei centri di comando dell’industria capitalistica, capace di “omologa[re] tutti i tipi di linguaggio della koinè italiana: le classi popolari avrebbero dunque rischiato di essere condannate al silenzio o alla massificazione linguistico-culturale, con la perdita delle capacità comunicative ed espressive precedentemente assicurate dai dialetti. A Pasolini che dice “l’italiano finalmente è nato […] ma io non lo amo perché è «tecnologico»” Calvino risponde che l’italiano rischia invece di morire, soffocato da una tradizione retorica deteriore e dalla tendenza all’antilingua. Ma l’italiano può sopravvivere – aggiunge Calvino – se riesce a trasformarsi in “lingua […] moderna”, una “lingua agile, ricca, liberamente costruttiva, robustamente centrata sui verbi, dotata d’una varia gamma di ritmi della frase”3 . Le osservazioni calviniane sono ancora attuali e validissime, non tanto come manifesto di una semplicistica crociata contro il burocratese quanto come elementi di un’argomentazione ricca e complessa, che offre una buona risposta alle obiezioni sollevate quando sono in discussione le tradizionali forme della scrittura legislativa o amministrativa (non si possono semplificare forzatamente questioni difficili, non si può rinunciare a un’articolazione sintattica che rifletta una complessità di pensiero e così via). In un intervento sulla «Domenica del Corriere» del febbraio 1978 Calvino sottolinea infatti: […] quando le cose non sono semplici, non sono chiare, pretendere la chiarezza, la semplificazione a tutti i costi è faciloneria, e proprio questa pretesa obbliga i discorsi a diventare generici, cioè menzogneri. Invece lo sforzo di cercare di pensare e d’esprimersi con la massima precisione possibile proprio di fronte alle cose più complesse è l’unico atteggiamento onesto e utile4 .
  9. SOMMARIO DELLE OTTO PUNTATE RADIOFONICHE
    DA SABATO 2 NOVEMBRE 2013 SU RADIO 3 RAI - PROGRAMMA PASSIONI 
    (sabato e la domenica alle 10:50)

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    PRIMA PUNTATA  IN ONDA SABATO  2 NOVEMBRE 2013


    TITOLO - DAL VILLAGGIO AL CORTILE

    PREMESSA

  10. (Per riascoltare la  PRIMA PUNTATA nel caso non funzioni il link qui sopra bit.ly/1bbICe3 )
  11. Citazione: sonoro dell’incontro Ravasi/Scalfari del 25 settembre 2013 a Roma
    (la parte che interessa è a minuti 5  - i Twit da 39 a  155 caratteri di Gesù Cristo) 
  12. PRIMA CONVERSAZIONE -  DAL VILLAGGIO AL CORTILE 

    La verità come ambizione,l’innovazione come ritorno. La comunicazione diventa oggi il terreno di confronto delle grandi opzioni culturali dell’umanità. Oltre che uno spettacvolo che affascina milioni di persone come il successo di film e fiction, fra le ultime NewsRoom trasmessa da Rai3 dimostrano.

    Accorciando le distanze fra chi informa e chi usa l'informazione, fra professionisti e dilettanti.

    Proprio l’esperienza promosso da Papa Benedetto e rilanciata da papa Francesco, del Cortile dei Gentili, come luogo di incontro fra religiosi e  non credenti,ci propone una metagfora aggiornata dell'impatto dell'informazione sulla comunità: non più il villaggio  da urbanizzare, di Mc Luhan, quanto un luogo più ristretto e compatto, dove tutti vedono tutti, come appunto un cortile. Se tutti guardano, tutti possono sapere, e il percorso verso la verità si fa più dialettico e interattivo.

    Nel brusio la verit è possibile? E la tecnologia è oggi il linguaggio del relativismo o è invece l’elemento che recupera l’umanesimo distorto dall’industrializzazione fordista? Il primato del professionista è insidiato dall'ambizione degli utenti?

    Temi  che entrano ormai nelle redazioni attraverso le forme di automazione del pensiero e delle discrezionalità professionali .

    Domande che si ponevano probabilmente anche i primi giornalisti moderni, come i fondatori del Daily Courant,il primo quotidiano regolare che  fu dato alle stampe a Londra nel 1702.Il giornale già annunciava il suo intendimento di citare rigorosamente le fonti di ogni notizia e di separare le opinioni dai fatti. Ancora più preveggente il quotidiano Spectator, pubblicato sempre a Londra nel 1711 che ambientava ogni numero in un club dove esponenti di diverse categorie discutevano sul tema del giorno. Diciamo che si apriva così la strada  al socialnetworking giornalistico. Una strada oggi battuta dai grandi quotidiani nel mondo e in Italia. Segnaliamo che il 15 % del traffico del sito del new York Times è generato dal blog fondato da Nate Silver, l'ideatore della tecnica di previsione dei fenomeni sulla base  della decifrazione dei dati digitali accumulati sulla rete.

     

    La nuova lotta per il riconoscimento ( Hegel, fenomenologia dello spirito)

     

    Apriamo la nostra trasmissione con un confronto proprio sui valori che rendono il mestiere ancora centrale. Con Giulio Anselmi e Michele Mezza ne discutono  Paolo Sorbi, sociologo e docente dei linguaggi contemporanei all’Università  Europea di Roma, e Pierluigi Ferrari, vicedirettore dipartimento Informatica dell'Università di Pisa. 

    Apriamo la nostra trasmissione con un confronto proprio sui valori che rendono il mestiere ancora centrale. Con Giulio Anselmi e Michele Mezza ne discutono: 

    Paolo Sorbi, sociologo e docente dei linguaggi contemporanei all’Università  Europea di Roma. 

     Gian Luigi Ferrari dell'Università di Pisa.

    Un importante contributo la ha dato il prof. Elio Matassi(*), ordinario di filosofia Morale all’Università Roma 3


  13. APPROFONDIMENTI E NOTE  ALLA PRIMA PUNTATA :

    (*)  La puntata è stata registrata nel mese di ottobre e rappresenta l'ultimo intervento pubblico del compianto amico professore Elio Matassi.

  14. FINE DELLA PRIMA PUNTATA
    ANDATA IN ONDA SU  RADIO 3 RAI  SABATO   2 NOVEMBRE 2013 
    (per riascoltare la  PRIMA PUNTATA  bit.ly/1bbICe3)

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  15. SECONDA PUNTATA IN ONDA DOMENICA 3 NOVEMBRE 2013 

    TITOLO -  L'ALBERO DI CRACOVIA

    PREMESSA   
    (per riascoltare la  SECONDA PUNTATA  bit.ly/1arPX8k)


    Il primo esempio di giornalismo di strada  si ebbe a Parigi attorno alla meta del 1733, quando la gente andava attorno ad un famoso castagno, al Palais Royal, chiamato appunto di Cracovia, per avere notizie delle campagne militari in corso in Polonia dove erano in corso le guerre di successione

  16. come si faceva a sapere che c’era di nuovo a Parigi 2 verso il 1750? Di certo non leggendo un giornale, visto che la carta stampata con dentro le notizie – quali le concepiamo oggi, riguardo a fatti e personalità della vita pubblica – era vietata dal governo. Per sapere le novità, si andava all’Albero di Cracovia, un grande castagno frondoso situato nei giardini del Palais-Royal, proprio nel cuore di Parigi. La pianta aveva probabilmente preso il nome dagli accaniti dibattiti che alla sua ombra si erano svolti nel corso della guerra di successione polacca (1733-1735), anche se non va dimenticata la sequenza consonantica che aveva in francese un retrogusto di maldicenza (craquer: spettegolare). Come una potente calamita, l’albero attirava uno stuolo di nouvellistes de bouche che diffondevano oralmente le notizie di attualità. Costoro pretendevano di sapere da fonti private (lettere, domestici indiscreti, paroline udite per caso in un’anticamera di Versailles) che cosa stava accadendo nei corridoi del potere. E i vertici dello stato li prendevano sul serio, poiché il governo si preoccupava delle voci che correvano a Parigi. Pare che i diplomatici stranieri inviassero agenti a raccogliere o piantare notizie ai piedi dell’Albero di Cracovia. Ma la diffusione dei bruits publics – come era nota questa varietà di notizie – aveva molti altri punti nevralgici in città: specifiche panchine nei giardini delle Tuileries e del Lussemburgo, informali angoli di conversazione sul Quai des Augustins e sul Pont Neuf, caffè rinomati per i liberi conversari, e tratti di boulevard dove i notiziari venivano berciati dai venditori di canards (opuscoli satirici) o intonati su melodie popolari dai suonatori di organetto. Per sintonizzarsi sulle notizie, bastava starsene per strada con l’orecchio teso.
  17. Nel disegno qui sotto, Robert Darnton, autore dell'estratto che avete appena letto, sulle origini di internet con il riferimento all'albero di Cracovia ( tema della seconda puntata).
  18. Amazon's Jeff Bezos Buys the Washington Post - State of the American Media: 'This Week' Panel
  19. citazione: da You Tube annuncio del 11/8/2013 acquisto del Washington Post


    Playlist su  YouTube della puntata 2 - bit.ly/18KnSg2

  20. Riflessione - Il tema del cambio delle funzioni ed estensione dei linguaggi nel nuovo gioco dell'informazione dove giornalisti ed utenti si inseguono e sovrappongono attorno alla notizia. A partire proprio dal caso del Washington Post.

  21. SECONDA  CONVERSAZIONE -  L'ALBERO DI CRACOVIA

    Il titolo della puntata ci   agli albori del giornalismo, alle soglie dell'illuminismo,attorno al 1733, nella brulicante e irrequieta Parigi del Re Sole,dove  i primi giornalisti del tempo, guardati con sospetto dal potere, a caccia di informazioni  di prima mano, si aggiravano nei pressi di un imponente castagno, al Palais Royal, dove si radunavano i viaggiatori che arrivavano  da Cracovia,in Polonia, per avere notizie della guerra in corso per la successione  al trono  in quel paese.La nascente borsa  francese attendeva di capire  se il pretendente francese poteva spuntarla.

     

    Protagonisti i novelliste de bouche e i salotti come quello di Madame Dopublet dove all'entrata erano in bella mostra due libroni, uno con le notizie attendibili della giornata e l'altro con quelle incerte.

     

    Siamo forse in presenza del primo esempio di citizens Journalism della storia. Dove gli utenti diventano fonti e i giornalisti, selezionatori.

    E dove il mercato guarda con attenzione all'esito del conflitto. Oggi gli occhi di molti sono puntati  su Jeff Bezof, il fondatore di Amazon , che ad agosto ha stipito tutti acquistando una delle cattedrali del giornalismo tradizionale: Il Washington Post.

     

    80 anni fa il Washington Post fu venduto ad un altro grande acquirente

     

    1933 Il fallimento del Washington Post

    Il 1 ° giugno del 1933 un’asta fallimentare pubblica si svolge sui gradini dell’edificio esterno del Washington Post e il giornale viene venduto per 825 mila dollari a Eugene Meyer, un finanziere californiano. Con lui, in dieci anni, Il Washington Post triplicherà.  I principi di Meyer:

     

     

      Anselmi E' una svolta di genere  l'operazione di quest'anno?

     

     Quale idea di giornale avrà Jeff Bezof?  Quali precedenti lo conforteranno? La storia del giornalismo è tutta diversa rispetto al suo futuro?

    Le Origini del quotidiano: Lipsia 1660 (Notizie fresche  degli affari della guerra e del mondo) in  Francia, le gazzette, con La gazzette di Richelieu nel 1631, in Inghilterra nel 1709 lo Spectator che viene concepito come incontro con i lettori dei club (pag 6 Forno).

     

    Oggi Guardian, Repubblica, Washington Post: tre modi per usare i lettori?

    Dice Nat Silver, il fondatore di un seguitissimo blog che prevede fenomeni e comportamenti sulla base dei segnali raccolti sulla rete, che i quotidiani sono ancora troppo top down,  ed è per questo che devono essere trasformati dall'alto: se hai bravissimi giornalisti e un management mediocre è difficile fare innovazione.

     

    In Italia Il caffè di Verri a Milano nel 1764, e Il Giornale Italiano di Vincenzo Cuoco, nel 1805 primo quotidiano dove appaiono le figure di redazione moderne.

     

    Milano piazza editoriale principale,  a  Napoli il Lampo come Google news

     

    alla luce delle crisi che investono i grandi  gruppi editoriali valuteremo lo scenario e le culture con cui  si sta ripensando il sistema dell'informazione italiano .

    La tendenza che sembra dominare è quella di una trasformazione del giornale in comunity. Il caso di Bezof,Svolta discontinua o ritorno alle origini?

     Il giornale come luogo d'incontro o linguaggio di contatto con gli utenti?il futuro economico starà nell 'uso di questa relazione?

     

    In collegamento con Mezza e Anselmi in studio due opinion leaders:

     

     

    Claudio Giua,

    direttore sviluppo e innovazione Gruppo L'Espresso.Direttore dell'Internet Festival di Pisa, pioniere dell'editoria digitale.

    twitter.com/Claudiogiua

     

    tema:  l'arrivo di Bezof cambia la scena?  Cosa comporta la trasformazione della fabbrica  dell'informazione dove la macchina fordista di redazione costruita attorno alla tipografia  viene sostituita con una comunity costruita attorno ad un server

     

    tema:  l'arrivo di Bezof cambia la scena?  Cosa comporta la trasformazione della fabbrica  dell'informazione dove la macchina fordista di redazione costruita attorno alla tipografia  viene sostituita con una comunity costruita attorno ad un server

     

    Dice Nate Silver, lo statistico famoso per aver azzeccato al centesimo la dinamica del voto presidenziale dice che il segnale è la verità, e il rumore ci distrae dalla verità: dunque si tratta di distinguere i segnali dai rumori????

     


    Silvia Berti, direttrice di Squer.it  squer.it/


    twitter.com/SilviaBerti

    Direttrice del sito omonimo.E' una delle realtà dove l'algoritmo è il motore discrezionale dell'offerta di informazione.  Dove i redattori lavorano sulla base delle selezioni operate automaticamente da una formula matematica.

     

    Il giornalista può controllarlo e misurarne il funzionamento? Chi guida ad alta velocità il flusso dell'informazione?

    Demand Media, una struttura news  che ha raccolto negli Usa nel 2010 355 milioni di dollari e che lavora con un algoritmo che individua le notzie più cercate dagli utenti.

     

    The Machine, realizzata dalla Northweest University di Chicago: produrre contenuti di nicchia che sarebbe antieconomico realizzare con i giornalisti.In collegamento con Mezza e Anselmi in studio due opinion leaders:


    Il giornalista può controllarlo e misurarne il funzionamento? Chi guida ad alta velocità il flusso dell'informazione?


    APPROFONDIMENTI DELLA SECONDA PUNTATA.

  22. in  Francia, le gazzette, con La gazzette di Richelieu nel 1631, in Inghilterra nel 1709 lo Spectator che viene concepito come incontro con i lettori dei club (pag 6 Forno).

     

    Oggi Guardian, Repubblica, Washington Post: tre modi per usare i lettori?

     

    In Italia Il caffè di Verri a Milano nel 1764

  23. Il Giornale Italiano di Vincenzo Cuoco, nel 1805 primo quotidiano dove appaiono le figure di redazione moderne.


    Milano piazza editoriale principale,  a  Napoli il Lampo come Google news alla luce delle crisi che investono i grandi  gruppi editoriali valuteremo lo scenario e le culture con cui  si sta ripensando il sistema dell'informazione italiano .

    La tendenza che sembra dominare è quella di una trasformazione del giornale in comunity. Il caso di Bezof,Svolta discontinua o ritorno alle origini?

     Il giornale come luogo d'incontro o linguaggio di contatto con gli utenti?il futuro economico starà nell 'uso di questa relazione?


     http://www.festivaldelgiornalismo.com/speaker/claudio-giua 


  24. FINE DELLA SECONDA PUNTATA IN ONDA SU  RADIO 3 RAI 
    DOMENICA 3 NOVEMBRE 2013 
    (Per riascoltare la seconda puntata - bit.ly/1arPX8k)
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  25. TERZA PUNTATA IN ONDA SABATO 9 NOVEMBRE 2013


    TITOLO - DALL'INFORMAZIONE DI MASSA ALLA MASSA DELLE INFORMAZIONI


    ( per riascoltare la terza puntata  -   bit.ly/183jcnZ )


    PREMESSA 


  26. Theatrical Trailer of Citizen Kane - Quarto Potere - Sub ita
  27. Citazione :  dal film Quarto Potere di Orson Welles  (il dialogo)


    Playlist su YouTube - bit.ly/18KogLC ;

  28. Il tema della seconda serie sarà il carattere  “politico “ che acquisiscono i giornali alla fine dell''800, assumendo una dimensione di massa. Dai grandi quotidiani americani alle testate storiche italiane: il giornale è  un vero ordinatore sociale. 

    Oggi si ribalta il quadro: i media di massa inseguono l'informazione delle masse, da Facebook a Twitter.

    Nel 1876 nasce a Milano il Corriere della Sera. Ma il modello del quotidiano popolare nel nostro paese non attecchisce (nel primo dopo guerra il Corriere vendeva come oggi), mentre negli Usa e in Inghilterra dilagano grandi testate come il New York Herald e come l'impero Hearst, a cui si ispira Orson Wells nel film citato Citizen Kane (Quarto potere). 

    Basso costo grandi ambizioni degli editori di sostituirsi alla politica. 

    In Italia invece solo subalternità ?

    Il prototipo italiano è  l'Italia di Dario Papa del 1984 che si presenta con un taglio moderno e aggressivo, una specie di repubblica ante litteram che però non trova consensi. Meglio funziona Il Messaggero a Roma,venduto ad un soldo, a colpi di pettegolezzi e notiziole locali arriva a tirare 35 mila copie.

     

    Nel dopo guerra i quotidiani italiani si concentrano sulla piccola borghesia urbana, mentre la nascente TV parla a tutti.  

    La politica non comprende i nuovi media  di massa: nessuno nella costituente parla della Radio.

      

    Con ogni nuovo media gli intellettuali si dividono da apocalittici e integrati. 


    Da Leopardi a Scalfari (i nuovi barbari)

     

    La base sociale del quotidiano?

     

    Repubblica  giornale partito?

    Il giornale che guida o che interpreta: Pulitzer -  Dewey


    Nella rete la specializzazione diventa giornale?

     

    La TV come formatore o registratore dell'opinione media?

     

    Dalla sua redazione prende forma l'opinione di grandi popolazioni. Ma oggi il flusso sembra invertirsi. 

    Sulle redazioni domina il cinguettio continuo di Twitter: il micro-tagging diventa redazione ed edicola.


    Il giornalista non è più origine della notizia.L'algoritmo impagina l'informazione.Ma chi  controlla l'algoritmo?

    Frase:


    Una stampa cinica e mercenaria ,prima o poi, creerà un pubblico ignobile

    Joseph Pulitizer

     


  29. TERZA CONVERSAZIONE


    Ospiti:

     

    Lucia Annunziata, Huffington post e  Paolo Madron, direttore Lettera 43.

     

    Il direttore di una grande quotidiano che ha identificato la propria testata una quota rilevante dell'opinione del paese, e il responsabile di una testata Web che si basa su un rapporto paradossalmente più tradizionale fra l'influenza editoriale e il flusso delle notizie .Due realtà estreme che possono rivelarsi anche molto più simili di quello che sembrano. Entrambe hanno alle spalle solidi riferimenti nella storia del giornalismo: dai  grandi quotidiani bandiera del risorgimento, alle riviste di tendenza dei futuristi. 


  30. PAOLO MADRON LETTERA 43 
  31. APPROFONDIMENTI TERZA PUNTATA
  32. FINE della TERZA PUNTATA
    Per riascoltare bit.ly/183jcnZ ;
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  33. QUARTA PUNTATA  IN ONDA DOMENICA 10 NOVEMBRE 2013

    TITOLO - IL MESSAGGIO E' L'UTENTE

    (per riascoltare la quarta puntata bit.ly/I4sZ1g )

    PREMESSA 
  34. Marshall Mcluhan Full lecture: The medium is the message - 1977 part 1 v 3
  35. Citazione: dal repertorio ABC Radio:Filmato  di una conferenza  del 27/6/77 di Marshal Mc Luhan


    Partiamo dall'ultimo aforisma di Marshal Mc Luhan - il messaggio è l'utente - per la nostra rassegna di storia del futuro del giornalismo italiano.

    La gerarchia tradizionale fra le due figure storiche del mercato fordista - produttore e consumatore - nello scenario dell'informazione diventa una forma di cooperazione competitiva fra mediatore e utente. Ma questa nuova dinamica muta anche i linguaggi e i contenuti della comunicazione .Anche in questo caso non mancano origini e pre4denti che accreditano una cittadinanza storica dei nuovi formati.

     

    Le forme di giornalismo user content generated: Le Canard,Bruit, PublicPasquinate


    Cosa disse nel maggio del 1845 Gordon  Bennet. 

     

    James Gordon Bennett, editore e direttore del New York Herald , maggio 1845, concluse che il telegrafo avrebbe messo molti giornali fuori dal mercato. “Quanto alla carta stampata, essa sperimenterà in una certa misura, che dovrebbe essere fatale in un gran numero di casi, gli effetti della nuova modalità di circolazione dell’intelligenza”.

    Il telegrafo ridisegnò l’industria dei quotidiani, ma non nel modo che Bennett e altri avevano predetto. Perché anche se i cavi del telegrafo potevano diffondere le notizie più rapidamente di sempre, avevano il problema “dell’ultimo miglio”: non potevano distribuire notizie velocemente a migliaia di persone. Solo la carta stampata poteva farlo. Così anziché mettere i giornali fuori commercio, il telegrafo li rese ancor più attraenti e aumentò le loro vendite. Per la prima volta divenne possibile leggere notizie economiche e politiche aggiornate a poche ore dal momento in cui si erano verificate. (…) E per storie in rapida evoluzione, i giornali avrebbero pubblicato edizioni speciali con aggiornamenti inviati via telegrafo.

     

    Anselmi - da questo aneddoto sembra di capire che, non  tanto il meccanismo tecnologico ha cambiare il mercato,  quanto i comportamenti sociali reali degli utenti ?

     

    A Torino nel 1854 esce La Gazzetta del Popolo, quotidiano destinato ad una lunga vita.

    Nasce a Milano nel 1866 il Secolo, forse il  primo vero apparato quotidiano moderno.  Quattro  anni prima era nata a Milano la prima edicola.

    Il telegrafo comincia a ridisegnare l'organizzazione giornalistica (agenzie,           quotidiani, inviati).


    Ma siamo sempre un mercato asfittico: mancano figure editoriali di  livello e i giornali rimangono sempre legati al sostegno politico , statale. E' un destino ?

     

    A cavallo del '900 l'innovazione tecnologica entra in redazione e muta la struttura e il contenuto dei giornali  (più pagine, più temi, la velocità). I giornalisti cominciano a specializzarsi. Il primo contratto collettivo di lavoro della categoria 11 giugno 1911.  

    Con la guerra il protagonismo degli inviati che non godono di buona stampa (se vedo Barzini gli sparo)

     

    Nietzsche definiva i quotidiani Vomitus matutinus.

     

    Si sperimentano le forme di  dialogo con i lettori : cronaca locale e pubblicità.

     

    L'avvento della Radio prima e della TV dopo riduce la diffusione della carta stampata, prima negli USA e poi in Europa.

     

    Dice Mc Luhan che la Tv avrà come effetto non la coesione ma la tribalizzazione della società.

     

    Il caso Newsweek, il flop Daily, il giornale  è ancora solo un giornale? 

    Il modello centro servizi.

    La TV da Broadcasting a Browsing


    Cominciano le campagne di Opinione dove lettori e giornalisti si scambiavano notizie e si manovravano reciprocamente, dando forma allo stato nazione. Un tema che oggi e' diventato il motore della nuova forma di giornalismo basato sulla selezione e l'integrazione di un brusio di notizie che sale dai lettori.

    Ospiti : Francesco Piccinini, direttore  Fun Page (Facebook)

     

    una comunity come diventa giornale? Un centro servizi diventa quotidiano?

  36. Roberto Napoletano, direttore de Il Sole24Ore

  37. I due ospiti sono  gli estremi  del modo in cui il rapporto fra redazione e lettore viene declinato nel sistema mediatico: Napoletano è il direttore di una comunity per antonomasia, molto compatta per interessi e cultura ma tradizionale nel suo raccogliersi attorno al giornale cartaceo .Piccinini è invece l'esempio più evidente di una scomposizione del giornale in emozioni, stati d'animo che si consolidano attorno a I Like di Facebook. 


  38. I lettori,  come usano oggi il giornale?

    Il quotidiano come centro servizi?


    Spiegò Murdoch in una famosa  intervista alla radio della ABC nel 2010 che i giornali dovevano diventasre da news papers a brand papers.


    Obbiettivo: l'opinione come valore aggiunto di una testata, il web come valorizzazione ed espansione del giornale che si  comunity, o anche partito


  39. APPROFONDIMENTI QUARTA PUNTATA 

  40. Fine della quarta puntata

    per riascoltare la quarta puntata 

  41. ------------------------------------------------------------------------


  42. QUINTA PUNTATA IN ONDA SABATO 16. NOVEMBRE 2013


    TITOLO - TUTTI GLI UOMINI    - IN PIGIAMA -   DEL PRESIDENTE


     

    (per riascoltare la quinta puntata  bit.ly/1dNfP2P  )


    PREMESSA 

  43. Tutti gli uomini del presidente_5.avi
  44. CITAZIONE  dal film Tutti gli uomini del presidente


     Playlist su YouTube della puntata 5 - bit.ly/18KovpU ;
  45. I giornali diventano organi delle elites  nel passaggio dalla società liberale alla società di massa, nel tornante dal XIX al XX secolo. 

    Dal Corriere della Sera di Albertini alla Stampa di Frassati, fino al Giorno di Baldacci , o dopo al Manifesto di Pintor e alla Voce di Montanelli. Oggi  si  inseguono le grandi nicchie per identifcare il proprio spazio sul mercato digitale, dove la specializzazione diventa opinione: gli Over the Top delle News on line.

     

     Le News  Tv da generaliste diventano tematiche e si identificano con il flusso: le All news.

     

    I design giornalistico: dalla gabbia di Gutemberg alle mobile news

     

    La fabbrica industriale del giornale è superata: cambia la produzione e la natura del giornale: da news paper a newsbrand (Murdoch):usare il giornale per raggiungere i lettori con flussi di servizi e software per fargli personalizzare le notizie.

     

    Forcella nel 1959 scrive che i lettori di un giornalista politico non sono più di 1500.oggi quanti sono?

     

    Il grande Dan Rather viene pensionato dai  primi blogger che lui definiva gli uomini in pigiama che da casa facevano informazione dalla propria cucina.

     

    Potere e poteri nel flusso continuo delle news

     

    CONVERSAZIONE -  Ospiti:


    Mauro Parissone, direttore di H24


    Il Direttore di Rainews24, il primo canale televisivo All news italiano,  ci  descrive la caccia  nelle 24 ore al proprio utente del momento: come la velocità diventa contenuto.

    Sul versante opposto, una  agenzia di produzione di video news, ci descrive la gamma dei nuovi linguaggi per produrre informazione dedicata, dove immagini e commento hanno subito un destinatario.

    In entrambi i casi l'obbiettivo è la web reputation: che cosa è e come si misura il nuovo indicatore di valore di un prodotto giornalistico on line?  


  46. Giacomo Mazzone, responsabile News EBU, l'associazione fra i sistemi televisivi pubblici europei


    Il dirigente dell'EBU, già protagonista del progetto di Rainews24, il primo canale televisivo All news italiano,  ci  descrive  la geografia europea dei canali tutto informazione: come la velocità diventa contenuto.

    Sul versante opposto, una  agenzia di produzione di video news, ci descrive la gamma dei nuovi linguaggi per produrre informazione dedicata, dove immagini e commento hanno subito un destinatario.

     entrambi i casi l'obbiettivo è la web reputation: che cosa è e come si misura il nuovo indicatore di valore di un prodotto giornalistico on line?



    Giacomo Mazzone - linkd.in/19zcboL

  47. APPROFONDIMENTI  QUINTA PUNTATA 
  48. An Overview of Dan Rather's Career -- So Far
  49. FINE QUINTA PUNTATA 

    (link per riascoltare la puntata - bit.ly/1dNfP2P )

  50. ------------------------------------------------------------------

  51. SESTA PUNTATA IN ONDA DOMENICA 17 NOVEMBRE 


    ( Per riascoltare la sesta puntata - bit.ly/19zcqQR )


    TITOLO - ANYWHERE, ANYBODY, ANYTIME

  52. PREMESSA 

  53. Gene Hackman - Più tecnologia adoperi, più è facile per loro controllarti
  54. Citazione : dal film Nemico Pubblico(l'inseguimento sui tetti)
  55. Non solo il tempo, con la velocità, ma anche lo spazio, con l'ubiquità, modifica la natura e lo scenario del giornalismo.


     Ovunque, in qualsiasi circostanza in ogni luogo, deve essere possibile connettersi e trasmettere informazioni e immagini. Il giornalista diventa terminale di  invisibili tentacoli che  lo mettono in condizione di essere comunque testimone della contemporaneità di ogni evento. 


    Cambiano così i profili professionali, ma anche le modalità produttive, le dotazioni tecniche le formule industriali. Il satellite diventa il partner di ogni  mediatore di informazioni. 


    Dallo storico  ombrellino che  il giornalista americano Peter Arnet  aprì sul balcone della sua stanza di albergo a Bagdad mentre iniziava il primo bombardamento americano nella prima guerra del golfo, nel 1991, arriviamo oggi a protesi  che agganciano satelliti e canali trasmissivi ovunque nel globo. 


    Il giornale diventa centro servizi  di connessione, la redazione centro di brokeraggio delle opportunità, il giornalista operatore tecnologico del cielo. Ma, come ogni innovazione, proprio la facilità di connessione globale tende a spostare ulteriormente il primato produttivo, decentrandolo sul territorio, valorizzando ogni testimone, trasformando ogni intervistato in un reporter.

    E il grande gioco fra utenti e professionisti si fa sempre più denso e complesso.

  56. OSPITI

    Marco Bardazzi

    digital editor de La Stampa di Torino, uno dei quotidiani più digitali che lavora proprio sulla mobilità estrema dei suoi terminali sul territorio.

  57. Renato Farina

    amministratore delegato di Eutelsat Italia, partner del sistema televisivo nazionale e oggi erogatore di servizi di connessione globale al sistema redazionale.

  58. APPROFONDIMENTI SESTA PUNTATA
  59. FINE DELLA SESTA PUNTATA.

    Per riascoltare la sesta puntata - bit.ly/19zcqQR

  60. -----------------------------------------------------------
  61. SETTIMA PUNTATA IN ONDA SABATO 23 NOVEMBRE 2013

    TITOLO - WIKINEWS WIKI DEMOCRACY
  62. The Fifth Estate Trailer 2013 Julian Assange Movie - Official [HD]
  63. Il Quinto Potere - trailer ufficiale italiano
  64. citazione dal film Il Quinto Potere (il film su wikileaks presentato a Toronto)


    Al centro della terza accoppiata di puntate la narrazione dell'informazione.

    Come i media hanno raccontato, e svelato, il mondo. E come oggi la trasparenza globale di Wikileaks ridisegna i confini fra riservatezza,professionalità, e partecipazione.

     Il titolo richiama  le grandi  inchieste collettive di wikileaks e il grande duello Tra trasparenza e ragion di stato che sta modificando lo stesso diritto internazionale,archiviando i miti del Watergate. Nel corso della trasmissione affronteremo il nodo delle nuove forme di disvelamento delle notizie e la nuova idea di segreto o di privacy, nella nuova esperienza dei reportage comunitari. E quanto i giornalisti hanno realmente contribuito a raccontare il mondo.

  65. I settimanali irrequieti: L'Europeo, Il Mondo, L'Espresso, Panorama. (Città Infetta Capitale corrotta)


    Le prime inchieste del dopoguerra (Tommaso Besozzi sul bandito Giuliano, Il caso Montesi,

     

    I quotidiani d'assalto ( CandidoIl Giorno, Paese Sera, Libero )

     

    Nel 1963 TV7.

     

    La Tv di Report

     

    Il caso Probubblica: le inchieste on demand.

     

    Il blogger investigativo del Guardian Glen Greenwald si è messo in proprio  con un portale di scoop finanziato da eBay

     

    SecureDrop, la cassetta posta degli scoop, promossa dalla Freedon of the Press Foundation sulla base di un'idea di Aaron Swartz, morto suicida a 26 anni nel gennaio scorso,

    basata sulla mission di voler proteggere e valorizzare “la trasparenza  nell'era digitale “

    Dan Rather nel 2007 per la controinchiesta dei blogger ( che definiva uomini che lavorano in pigiama) si dimise

     

    Il divorzio fra giornalisti e notizie (lettera Lionel Barber)

     

    nel Febbraio del 58 convegno nazionale  sul tema : Stampa Allarme,relazione di Ernesto Rossi che propone procedure per permettere ai lettori di verificare la verità delle notizie.

     

    La sentenza del giudice Murrey Gurfein che nel 1971 assolse coloro che diffuso i famosi  Pentagon Papers, sostenendo” Una stampa aggressiva,ostinata,invasiva,deve essere sopportata dalle autorità alla fine di preservare i valori supremi della libertà di espressione e il diritto dei cittadini di sapere”


    Arriviamo ad oggi,ad uno scenario dove racconto  è ormai fuoriuscito dai media tradizionali cercando nuovi linguaggi come la letteratura, vedi Gomorra, o il teatro, o ancora il cinema, con i primi esempi di Mani sulla citta' di Rosi fino appunto ai film denuncia di Oliver Stone,fino ai grandi portalòi web tipo appunto wikileaks.


    LA LIBERTÀ' D'INFORMAZIONE E'   UN VALORE STORICO O TORNA COME VINCOLO ANCHE NEI PAESI DIGITALI?

  66. Ospiti 


    due protagoniste del nuovo giornalismo d'inchiesta, dove  ricerca, documentazione e contatto con l'utente maturano e si consolidano sempre in una relazione diretta, personale, on line,con un diverso approccio al mercato, e anche una fisionomia professionale sempre più divaricata.

  67. Milena Gabanelli,  responsabile di Report, oggi una delle testate più prestigiose del giornalismo televisivo d'inchiesta.
  68. Cecilia Anesi: dell'associazione IRPI, una delle principale strutture di giornalismo investigativo  Fee lance, che produce inchieste al di fuori di testate  convenzionali, sul modello  americano Pro Pubblica.


  69. ------------------------------
  70. APPROFONDIMENTI SETTIMA PUNTATA
  71. IRPI:
  72. RICERCA GOOGLE SU PETER ARNETT
  73. -------------------------------------------------------------------

  74. OTTAVA PUNTATA IN ONDA DOMENICA 24 NOVEMBRE 2013

    TITOLO - IL CORTILE INTORNO ALL'ALBERO
  75. QUI SOTTO PER RIASCOLTARE L'OTTAVA PUNTATA
  76. INTRODUZIONE
  77.  Citazione : dal film Quinto Potere 1976 (il monologo)  

    Playlist  su YouTube della puntata 8 bit.ly/18Kri2e


  78. OTTAVA CONVERSAZIONE 

     

    Concludiamo il nostro viaggio, ritornando al nostro albero di Cracovia, e in quel Cortile dei Gentili da cui siamo partiti per  risalire lungo  il futuro dell'informazione. Innovazione fra  la potenza tecnologica e i comportamenti sociali. La prima puntata l'abbiamo titolato l'albero nel cortile, per indicare come  l'informazione cerchi nuovi interlocutori per comprendere cosa stia accadendo. 


    Oggi rovesciamo i termini: puntiamo ad un grande contesto  culturale e  e filosofico che  guarda all'informazione per concettualizzare processi e trasformazioni molto radicali, che toccano addirittura la vita dell'uomo. 


    Diciamo che ci troviamo fra l' algoritmo  e la partecipazione,  potremmo dire, se dovessimo fare un titolo giornalistico. 

    Ne discutiamo sempre con Giulio Anselmi e  due ospiti  che ci aiuteranno a sintetizzare  la mappa concettuale delle nuove tendenza del modo di informare che si annuncia.

  79. Ospiti


    Ezio Mauro  - direttore de La Repubblica

  80. Il secondo ospite della puntata è Giulio Giorello, ordinario di filosofia della scienza all'Università statale di MIlano,  commentatore degli aspetti più innovativi della comunicazione.
  81. Perché un filosofo della scienza per la puntata conclusiva ?  Perché la circolarità del pensiero è uno stato specifico del pensiero italiano che, per assurdo, fin dai tempi di Giordano Bruno e Macchiavelli  ipotizzava una rete molto simile all'attuale sistema della comunicazione...


    Potere e dovere di scegliere. Il giornalismo del cittadino o giornalismo. partecipativo 


    Un filoso e un informatico, temprato ai temi umanistici che si misureranno sul tema di come la potenza di calcolo possa essere oggi governata dalla capacità professionale.

     

    FINE DELLA SERIE.

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  84. ALLEGATI  -  DATI  E ALTRI DOCUMENTI UTILI PER APPROFONDIMENTI
  85. GIORNALISMO WEB: 10 TREND TECNOLOGICI PER IL 2014 
  86. ALTRI CITAZIONI TRATTE DA  SCENE DI FILM E SERIE TV 
  87. ABC Radio: Filmato  di una conferenza  del 27/6/77 di Marshal Mc Luhan)

    L'ultimo aforisma di Marshal Mc Luhan- il messaggio è l'utente- per la nostra rassegna di storia del futuro del giornalismo italiano.

    La gerarchia tradizionale fra le due figure storiche del mercato fordista - produttore e consumatore - nello scenario dell'informazione diventa una forma di cooperazione competitiva fra mediatore e utente. Ma questa nuova dinamica muta anche i linguaggi e i contenuti della comunicazione.Anche in questo caso non mancano origini e precedenti che accreditano una cittadinanza storica dei nuovi formati.


  88. E' la stampa, bellezza
  89.   dal film Giungla D'Asfalto : la scena finale di Hunphry Bogart

     

  90. Julian Assange 'This Week' Interview: WikiLeaks Founder Discusses 'The Fifth Estate,' Edward Snowden