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Il #gomblotto delle matite cancellabili.

La dichiarazione di un leader che viene fatta lievitare dalle masse acritiche puo' generare effetti incontrollabili.

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  1. [Premessa: con questo racconto non voglio esprimere valutazioni personali su Beppe Grillo, che gode della mia stima, ne' valutazioni politiche sul Movimento Cinque Stelle. Semplicemente diffidenza verso il lato oscuro della rete e della mente umana, dove a volte capitano loro malgrado anche le intelligenze migliori.]

    Tutto parte da una dichiarazione di Beppe Grillo rilasciata il 14 durante la campagna elettorale: “ciucciate la matita che vi daranno al seggio, perchè è copiativa e si può cancellare, ascoltate questo consiglio”.

    Non essendoci una registrazione di questa dichiarazione, non possiamo dire se il tono fosse serio o scherzoso, ma comunque la frase viene presa sul serio da alcuni militanti del Movimento Cinque Stelle, dove secondo gli studi di Carlo Maria Cipolla sulla stupidita' umana la probabilita' di trovare delle persone stupide e' esattamente uguale a quella che c'e' in qualunque altro gruppo, organizzazione o partito politico.
  2. Ed e' cosi' che dal livello ALTO del leader, l'allarme si sposta al livello BASSO, dove c'e' gente che va a votare con la paura di usare matite taroccate, e quando qualche esimio rappresentante del "popolo della rete" scopre l'acqua calda, ovvero che la matita copiativa non e' totalmente indelebile e si cancella parzialmente (essendo si' copiativa, ma pur sempre matita) decide di lanciare un allarme ignorando che quella matita (essendo si' matita, ma pur sempre copiativa) ha dei pigmenti colorati, che producuno un tratto non cancellabile con solventi, come avverrebbe invece con l'inchiostro di china, e questi pigmenti lasciano una traccia che non puo' essere totalmente rimossa con la gomma da matita, ma richiede una gomma abrasiva che lascerebbe tracce sulla carta se si volesse far sparire del tutto la crocetta del voto.

    Per controllare tutto cio' basta Wikipedia, dove e' spiegato chiaramente perche' si vota con la matita e non con la penna: il voto e' stato inventato prima della biro, le matite copiative lasciano comunque delle tracce indelebili perche' la grafiite e' mischiata con altri pigmenti, se si usassero le penne si potrebbe utilizzare una grande varieta' di inchiostri, e di conseguenza ci sarebbe meno uniformita' negli strumenti utilizzati per esprimere il voto, con una maggiore probabilita' di brogli e contestazioni

    Citiamo testualmente: "Diversamente dalle matite di sola grafite, il tratto di matita copiativa svela ogni tentativo di cancellazione tramite solvente, lasciando evidenti macchie sulla carta, essendo quindi immune da una manomissione altrimenti difficile da smascherare. Cancellando con una gomma per cancellare il tratto di una matita copiativa, viene rimossa solo la sua componente in grafite, lasciando visibili i pigmenti".
  3. Ma la GGente con due G ignora tutto questo, e usa internet per scrivere scordandosi di leggere. Partono cosi' degli allarmi diretti verso il livello INTERMEDIO, che raggiungono il consigliere Comunale a Cinque Stelle di Torino Vittorio Bertola

    Si tratta di persona preparata e intelligente, ma purtroppo ostaggio delle "folle" che lo sommergono di allarmi. E' cosi' che gli e' capitato di segnalare su Facebook una petizione di cittadini torinesi che rispolverano la bufala delle scie chimiche, "chiedendo di verificarne o meno l'esistenza al fine di proteggerci".

    Bertola ha poi specificato l'estraneita' del M5* a quella petizione, rivendicando un semplice ruolo di "amplificatore dei cittadini", che oggi lo ha spinto a rilanciare in buona fede un'altra segnalazione allarmata su "matite copiative che si cancellano", e anche stavolta senza soffermarsi troppo a fare quelle verifiche necessarie a scoprire che la grafite della matita copiativa si cancella da secoli: 
  4. Ecco cosa dice Bertola: Ricevo alcune segnalazioni dai seggi di matite copiative che in realtà si cancellano. Se volete, potete portarvi una gomma e un foglio di carta e fare la prova (non sulla scheda però!). Nel caso si cancelli, segnalatelo e chiedete la sostituzione immediata della matita, chiedete di scriverlo sul verbale del seggio, e fateci sapere il numero.
  5. Il presunto allarme raggiunge i contatti Facebook di Bertola e l'ondata di panico continua a spargersi, innescata dal leader ed amplificata dal livello intermedio, aggravata dall'ignoranza di chi crede cle la matita copiativa debba lasciare un tratto indelebile come quello di una penna o un pennarello. Si crea cosi' nel livello basso degli attivisti una pericolosa retroazione che si autoalimenta, come i microfoni che interagiscono con le casse fino a farle fischiare perche' l'amplificatore prende per buono tutto quello che entra nel microfono.

    L'annuncio di Bertola riporta l'allarme al livello BASSO della piramide dopo averlo amplificato, e fa scattare il delirio dei complottisti che ringraziamo per la loro involontaria comicita'.

    Graziella B. "Uhhh sono appena andata spero non fosse così la matita!!!"

    Alessandro P. "Infatti e' una vita che la inumidisco con la lingua sperando di non beccare lìepatite..."

    Ileana B. "Io no, ho inumidito le dita.... col cavolo che mi metto una matita usata in bocca!"

    Fabio D. "ma bisogna bagnarla la matita oppure no???"

    Morena C. "si può anche verificare bagnandosi il dito e scarabocchiandoci sopra con la matita, la mia è diventata blu, quindi copiativa! :-)"

    Roberto B. " io mi sono portato un piccolo barattolino di vernice indelebile ed un pennellino ed ho preteso di usarlo per evitare brogli"
    [Nota: in questo modo la scheda diventa riconoscibile, e quindi nulla]

    Vladimir S. "PORTATEVI IL PENNARELLO DA CASA !!! Usate quello, e non la matita."
    [Nota: anche questo annulla il voto]

    L'amplificatore in questa vicenda non e' solo Bertola, ma anche molte persone del livello intermedio del M5*, che recepiscono in modo acritico l'input ricevuto dal livello alto e rendono ancora piu' visibile il rumore prodotto dal livello basso. 
  6. L'ondata di allarme ingiustificato travolge anche persone intelligenti e preparate come il consigliere comunale bolognese Marco Piazza del M5*, che dopo aver segnalato la questione delle matite leccate mette giustamente in guardia i votanti dal pericolo di annullamento della scheda per macchie o segni di riconoscimento, dimenticando pero' di specificare che queste macchie e questi segni di riconoscimento possono verificarsi anche per colpa di un tratto "leccato" che renderebbe la scheda nulla in quanto "marchiata", riconoscibile, identificabile, distinta dalle altre e quindi potenzialmente associabile al votante. 

    [AGGIORNAMENTO: in questo approfondimento si spiega che il consiglio di Stato ha dichiarato ammissibili dei voti "leccati" NONOSTANTE le sbavature violacee che avrebbero potenzialmente potuto invalidarli...]
  7. Dal canto suo, il candidato alla camera per il M5* Matteo Dall'Osso rimane convinto della teoria sulle matite da leccare:
  8. In questo scenario cosi' confuso, le persone ormai immerse fino al collo nell'ipotesi di complotto dubiterebbero perfino di un voto inciso sul marmo, figuriamoci di un voto espresso con matita copiativa dove una parte del tratto si puo' cancellare lasciando sul foglio solo i pigmenti. 

    Abbiamo cosi' gente che si insozza le mani con le matite copiative inumidite per tranquillizzarsi, e fa circolare foto che almeno in teoria dovrebbero stemperare gli animi confermando che le matite copiative "sporcano", ma in pratica alimentano il dubbio di chi si chiede "e se le matite del mio seggio non fossero buone"? 
  9. [AGGIORNAMENTO: La lingua qui sopra non e' di un elettore "a cinque stelle" ma di uno che "ha voluto provare", a conferma che le informazioni incontrollate hanno effetti sul comportamento masse anche al di fuori della cerchia dei destinatari iniziali. Fortunatamente Grillo non ha suggerito altri utilizzi piu' cruenti della matita, e si e' limitato alla leccata, altrimenti per le ineluttabili leggi di Cipolla ci sarebbe stato di sicuro qualche buontempone che avrebbe voluto "provare" la deflorazione o la perforazione del timpano a mezzo matita copiativa.]
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