Anagni e l'emergenza inquinamento nella Valle del Sacco

Luogo simbolo di tutti gli avvelenamenti del territorio laziale, la Valle del Sacco è vittima da tempo di incuria, speculazione e mala amministrazione - http://www.valledelsacco.eu/

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  1. La Valle del Sacco è un vasto territorio, che va dalla provincia di Roma a quella di Frosinone. Il pluridecennale sfruttamento da parte di aziende senza scrupoli e di istituzioni compiacenti ha così prodotto un disastro ambientale e sociale che non ha precedenti.

  2. A seguito di questo eclatante episodio, nel corso dei mesi sono emersi alcuni "fantasmi" dal passato
  3. Decenni di inquinamento acclarato.
  4. LUNGO IL FIUME - TUMORI E SILENZIO
  5. Indagini svolte dal Dipartimento di epidemiologia della ASL Roma e per conto della Regione Lazio nel 2008 hanno rilevato valori di beta-esaclorocicloesano (più brevemente beta-hcg) nel sangue dei cittadini residenti nelle zone limitrofe al fiume Sacco, tra Colleferro e il nord della Ciociaria
  6. Già nel biennio 2000-2001 ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma e dell'Università de L'Aquila avevano pubblicato il "Rapporto Merli" sulla qualità ambientale del territorio di Anagni: lo studio constata il drammatico effetto delle emissioni inquinanti delle attività industriali locali sul terreno, le falde acquifere, l'aria del territorio ispezionato.
  7. Nel marzo 2011 è stato presentato un nuovo monitoraggio dell'inquinamento ( http://www.dirittoallasalute.com/news_166_CONVEGNO-SULLA-VALLE-DEL-FIUME-SACCO.html3 ) che ha dato anche questi risultati:
  8. Nel territorio del comune di Anagni è inoltre presente, ormai da più di due anni, una zona contaminata da diossina.
  9. Diverse ordinanze del sindaco vietano il consumo di frutta, ortaggi e pollame in quest'area oltre all'abbattimento di alcuni animali.
  10. L'ultimo abbattimento è di maggio 2011
  11. L'inceneritore di pneumatici fuori uso è attivo ad Anagni dal 2001
  12. La stessa azienda ha richiesto, dopo una serie di prove sperimentali, l'autorizzazione all'incenerimento di car-fluff (il residuo degli autoveicoli dopo la demolizione), che nel caso fosse concessa insidierebbe nella zona il primo combustore nazionale di un rifiuto che oggi non è più conferibile in discarica. Un business potenzialmente enorme, una serie di ripercussioni ancora più rischiose per il territorio.
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