Cover photo for Palazzo Mazzetti

Palazzo Mazzetti

Palazzo Mazzetti è uno degli edifici storici più significativi della città di Asti. Acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti nel 2000 e interessato da lavori di recupero architettonico e restauro degli apparati decorativi, oggi è visitabile nella diversificazione dei suoi contenuti completamente rinnovato negli allestimenti, adeguato alle esigenze di sicurezza e di conservazione, dotato di attrezzature e spazi che consentono le attività di un centro culturale vivo e propositivo e di un museo completamente accessibile. L’elegante atrio a L si apre a destra sullo scalone settecentesco che conduce al piano nobile dove gli ambienti dell’ala occidentale mantengono le caratteristiche di una dimora storica nobiliare con soffitti decorati da affreschi e stucchi. Nell’ala orientale sono state recuperate le cromie novecentesche sulle volte e sugli stucchi; la stesura fu realizzata nel corso dell’ultimo ripristino stilistico degli anni trenta del ‘900 quando il palazzo diventò sede del museo civico. Le sale più antiche dell’appartamento del conte Giovanni Battista ospitano preziosi arredi e dipinti del XVII e del XVIII secolo. La pittura piemontese del Cinquecento è rappresentata dalle quattro tavole del polittico del Maestro di San Martino Alfieri, dipinte su entrambi i lati. Nel Salone domina per dimensioni (295 x 160 cm) e pregio La Femme di Giacomo Grosso (1895), incantevole ritratto divenuto simbolo delle collezioni d’arte astigiane, e nella sala accanto la tela di Lorenzo Delleani (287 x 392 cm) ci racconta il Pellegrinaggio al santuario di Oropa (1895). Tra i nuclei collezionistici rilevanti ricordiamo la raccolta di manufatti orientali del contrammiraglio Enrico Secondo Guglielminetti, quella dei tessuti antichi che mantiene intatto il fascino della collezione ottocentesca e, ancora, le incantevoli microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo. Al secondo piano, la pittura dell’Ottocento vede, fra l’altro, l’acquerello di Francesco Hayez Ruth (post 1853), la raccolta di Michelangelo Pittatore con i ritratti della borghesia astigiana postunitaria e l’Ambulanza italiana di Carlo Nogaro. Accanto alla pittura astigiana e piemontese, figurano anche le sculture di Giulio Monteverde, Leonardo Bistolfi, Materno Giribaldi. L’arte contemporanea appare degnamente documentata dalle opere provenienti da importanti mostre astigiane e dalle più recenti donazioni. Nella Galleria degli Stemmi, l’installazione intitolata Un occhio di riguardo, propone dettagli degli ambienti del palazzo, particolari delle collezioni e una serie significativa di ritratti dipinti da noti pittori astigiani. Le maestose immagini proiettate senza soluzione di continuità sulle pareti della lunga galleria (oltre 18 metri) prendono vita accompagnate da una originale composizione musicale. Totem e tavoli interattivi con tecnologia multi-touch ricchi di contenuti, bookshop, aula didattica, biblioteca e fototeca, archivi, depositi e caffetteria, sono gli elementi accessori realizzati per rendere attuale e maggiormente fruibile il museo.