Pisa per la corretta informazione scientifica

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  1. Anche Pisa partecipa alla giornata "Italia unita per la corretta informazione scientifica"
  2. Il programma iniziale prevedeva sit-in mattutino, conferenza pomeridiana e fiaccolata serale. Causa minacce anarchico-animaliste la serata viene annullata e il sit-in si trasforma in flash mob, a cui si può arrivare solo contattando l'organizzatore dell'evento su Facebook.



  3. Venerdì 7 scrivo un messaggio privato a Hariett Queen per sapere dove e quando sarà il flash mob. Nell'attesa immagino Hariett fare ricerche sul mio conto per capire quanto sono anarchica e quanto animalista. Fortunatamente ne esco pulita e dopo non molto ottengo data e ora.
  4. Sabato c'è un gran sole. Giornata perfetta per andare al mare. La prima dell'anno. Brutta concorrenza per l'evento.
    Arrivo all'appuntamento.
    Individuo il drappello con i camici in borsa e i volantini in mano, li seguo, e finalmente, davanti al comune, inizia il primo flash mob.

  5. I passanti guardano curiosi, alcuni si fermano ad ascoltare. I ragazzi danno i volantini, a volte con molta enfasi: "venga, parlano i professori universitari, finalmente si dirà la Verità..."
    C'è una bella atmosfera. Molti rispondono "bravi", alcuni "eh... fosse solo il problema della scienza", una signora "verrò senz'altro" e addirittura qualche ragazzo "dai, andiamo che ci divertiamo!"
  6. Il pomeriggio invece l'atmosfera peggiora.
    Arrivo pensando al sole, al mare, e al fatto che il polo dove sarà la conferenza è in una strada in cui non passa nessuno. Prevedo poco pubblico.
    Fuori dall'aula qualcuno c'è. La polizia. Molta. Conto 5 vetture. Polizia, carabinieri, agenti in borghese.
  7. Entro nell'aula. Ci sono perlopiù studenti, una cinquantina. Studenti, relatori e agenti in borghese. Forse per questa volta non si potrà "dire alla gente la verità". Data, luogo, e bassa diffusione dell'evento in città non hanno aiutato a far venire il grande pubblico.
    Mancano anche i ricercatori. Chissà in quanti sapevano dell'evento. La mia amica farma-ricercatrice ad esempio no (eppure, in un certo senso, proprio di lei si parla). 
  8. Dopo poco fuori arrivano i contestatori anarco-animalisti. Ce ne accorgiamo perché se qualcuno vuole e entrare deve farsi ammettere da chi è già dentro, per cui ogni tanto si sente urlare "c'è Alessio? Qui fuori ci sono gli amici di Alessio,.. "
    I contestatori saranno una decina, poco più. Trattano con le forze dell'ordine. Ma non si fanno entrare. 
    La porta è bloccata dalla polizia. "Il carcere della corretta informazione"
  9. Dopo un po' la conferenza inizia. Senza nemmeno un accenno ai contestatori rimasti oltre il muro di polizia. E inizia con un'introduzione sulla libertà di parola e di espressione.
    Poi il microfono passa al primo dei quattro relatori. 
    Fra l'aula, il pubblico e il tono degli interventi sembra di essere caduti in un lungo pomeriggio di lezioni universitarie.
  10. Anche da fuori iniziano a esprimersi. Fischi, urla, battiti ritmati sui vetri, dopo un po' arriverà una tromba da stadio. Un sottofondo infernale che proseguirà per le 3 ore successive.
  11. Alla fine del primo intervento sulla sperimentazione animale si apre uno spazio di dibattito. Diverse le domande, alcune dubbiose. Per fortuna non tutti sono rimasti fuori a picchiare sui vetri.
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