L'aspra stagione, di Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale

Cosa si dice in giro...

  1. Wu Ming 1 in quarta di copertina
  2. "Un cronista di ieri che non poté vedere l'oggi, ma ne sentí il fetore in avvicinamento. Ossimoro vivente e ambulante, smarrito e attentissimo, inflessibile e piegato nel morale, Carlo Rivolta raccontò lo sbandamento dei tardi anni '70, il grande e cupo impazzimento prima della risacca, tra sequestro Moro, inchiesta «7 Aprile» e storie di crimine organizzato.Nei suoi articoli, voci gridano prima di cadere nel silenzio, pallottole spaccano cuori, l'eroina invade le strade ed entra persino in fabbrica, tempio violato dell'integerrima classe operaia.Trent'anni piú tardi, De Lorenzis e Favale, segugi a caccia di un segugio, fiutano l'usta in giro per Roma, intervistano, incollano ritagli e scrivono una storia centrifuga, frullata in un rotor da luna park, dove nessuna complessità è sacrificata alla reticenza, nessun dolore viene taciuto.Un libro scritto col coraggio della verità."
  3. Giuliano Santoro su Repubblica\Micromega
  4. Carlo Rivolta, inviato di guerra nelle terre di confine tra l’Italia che poteva essere e quella che è stata, al crocevia della storia in mezzo all’anno che è durato un decennio (il Sessantotto) e il decennio che è durato trent’anni (gli Ottanta). Quella vita viene finalmente ricostruita - con piglio letterario, rigore documentaristico e sensibilità poetica che illuminano anche i giorni nostri - da Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale ne “L’aspra stagione”, che esce per Einaudi Stile Libero proprio in questi giorni. È un libro che leggerete come un romanzo, poi consulterete come un saggio e riprenderete in mano come un breviario dei tempi correnti.
  5. Massimo Lugli su Repubblica
  6. Il giubbotto di renna sdrucito, la barba incolta, la moto, una fantastica "Honda 350" verde che coccolava quasi quanto i suoi cani. Il mio primo ricordo di Carlo Rivolta è quello di un' icona degli anni ' 70, tutto quello che avrei voluto essere e che mi sembrava totalmente irraggiungibile. Pochi incontri sono legati a una data precisa ma non il nostro: 11 aprile 1975, il mio primo giorno di lavoro a Paese sera: volontario diciannovenne varcai il portone di via dei Taurini con l' emozione di chi arriva nel posto che ha sognato fin dall' infanzia.
  7. Miguel Gotor su Repubblica
  8. Prima di leggere questo libro, già conoscevo il suo protagonista, un fantasma incontrato in emeroteca. Senza sapere nulla di lui, ho potuto parlarci meditando gli articoli che scrisse nel biennio 19771978, quando raccontò sulle pagine di la Repubblica il movimento del ' 77 e le violenze metropolitane di autonomia operaia, la tragedia Moro e il diffondersi del terrorismo. Le sue cronache avevano il pregio di portare il lettore dentro gli avvenimenti, insieme con le passioni che ne animavano la scrittura. Essa partecipava al mondo che descriveva senza nascondersi dietro il fantasma ipocrita della neutralità: era consapevolmente militante, ma al tempo stesso freddae asciutta, con un gusto per la vivisezione delle dinamiche del potere, all' improvviso squarciata dall' irrompere di una disperata vitalità.
  9. Mariantonietta Colimberti su Europa Quotidiano
  10. Forse proprio la distanza temporale che separa gli autori dalle vicende trattate e, insieme, la contemporaneità di quelle stesse vicende sulla dimensione larga della storia, hanno prodotto il risultato stupefacente di questo libro. Che è insieme cronaca e storia, racconto e documento, passato e presente. Mauro Favale e Tommaso De Lorenzis sono andati a caccia del loro personaggio e di tutti quelli la cui vita si è intrecciata con la sua – per qualche mese o per molti anni – con la tenacia del cronista di razza, la puntigliosità dello scrittore di romanzi storici e il ritmo del giallista di classe.
  11. Wu Ming 1 intervista De Lorenzis e Favale su Giap
  12. è un libro sull’uscita dagli anni Settanta, sui mille modi per tirarsi fuori da un’epoca. È questo che lo rende tragico, forse nero, perfino al di là di Carlo Rivolta. Perché l’uscita da quella fase è costata la vita, oppure l’anima. In troppi hanno perso la prima. Molti si sono venduti la seconda. In questo senso il libro, secondo noi, rientra nel filone dei racconti dedicati alla Transizione, cioè agli sfuggevoli punti del continuum in cui si consuma un trapasso. Indicativamente l’“aspra stagione” potrebbe essere compresa tra la mattina del 16 marzo 1978, quando viene rapito Aldo Moro, e l’11 luglio del 1982, quando Dino Zoff alza la coppa d’oro col globo per celebrare la vittoria della nazionale italiana al mondiale di football in Spagna
  13. Twitter
  14. "L'aspra stagione"di Favale e De Lorenzis è il racconto dei giorni intensi di quel grande giornalista che è stato Carlo Rivolta.Bellissimo.
  15. De Lorenzis- Favale L'aspra stagione @Einaudieditore è la storia del reporter Carlo Rivolta. Ricordo di Massimo Lugli rassegna.camera.it/chiosco_new/pa…
  16. ho iniziato a leggere "L'ASPRA STAGIONE"...Carlo Rivolta, ci manchi, ci manca la tua penna, ci manca il tuo modo di raccontare
  17. Letto d'un fiato "L'Aspra Stagione". La storia del giornalista Carlo Rivolta, del '77 e molto altro. einaudi.it/libri/libro/ma…
  18. Sul web
    jumpinshark
  19. il rifiuto della distinzione tra biografia e storia si fonda proprio sul riconoscimento di Rivolta come "vaso di coccio" della Biografia tra i vasi di ferro della Storia. E la sua "figura marginale", grazie all'abilissima costruzione di De Lorenzis e Favale, favorisce una lettura ricca, problematica e molto affascinante dell'Epoca. Dall'esaurirsi del 68 lungo un decennio, alla Transizione per terrore, riflusso ed esaurimento storico negli "Anni 80". Nell'Aspra stagione ogni circostanza, ogni figura, ogni "estrapolazione" è preparata ed eseguita con grande cura, e il lettore viene presto preso da una scrittura letteraria tanto agile quanto pregiata
  20. Rocco Bellantone su PaeseSera
  21. L’Aspra Stagione descritta da De Lorenzis e Favale rivive in queste pagine, obbedendo da un lato al rullo meccanico del tipografo e lasciandosi trasportare, dall’altro, dal ritmo incalzante della musica e delle parole che hanno fatto da colonna sonora a quegli anni. E così, mentre la lettura scorre, i giornali escono di giorno, di sera e di notte e la puntina sfrega una a una le tracce del vinile. De André, i Pink Floyd, Jeff Beck, i Beatles, Frank Zappa e Bob Dylan, Alan Sorrenti e Rino Gaetano accompagnano Rivolta sul pezzo: dalla difesa dei diritti dei carcerati, alle lotte intestine nella sinistra extraparlamentare, passando per gli eroinomani, relegati dalla società nei centri di disintossicazione ma indispensabili per i buoni affari che la mafia inizia a tirar su con lo spaccio all’ingrosso nella Capitale. Poi la tensione sociale sale, e Rivolta, fatto dopo fatto, si ritrova incastrato, lui che è sempre stato libero, tra chi lo inizia a considerare troppo dentro al movimento e chi, invece, nel movimento lo guarda come si fa con un intruso.  
  22. Antonio Sansonetti su Blitz Quotidiano
  23. Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale, autori de L’Aspra Stagione (Einaudi Stile Libero, 18 euro), hanno più o meno la stessa età che aveva Rivolta nel 1982, ma hanno saputo trasformare una presunta mancanza – non essere vissuti in quel momento storico – in una “giusta distanza” dai fatti che mostrano al lettore in un “oggetto narrativo non identificato” (definizione cara ai Wu Ming per un libro che non è né un romanzo, né una biografia, né un saggio) che shakera i ricordi di una quarantina di testimoni diretti, rapporti di polizia e articoli dello stesso Rivolta, in un cocktail che ha il sapore della fiction e la sostanza del documentario. Con una sceneggiatura à la Tarantino che smonta e rimonta la cronologia degli eventi, la scrittura jazz di De Lorenzis e Favale usa la vita e gli articoli di Rivolta per restituire al lettore l’Italia che fu stampata sui giornali dal 1973 al 1982 e anche un po’ di quella che non fu mai stampata.
  24. Leggi un estratto

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