Start-up or Fail

Seconda conferenza del ciclo Economia2.0 che si è svolta il 23 febbraio presso il Centro Congressi dell'Unione Industriale. Ospiti dell'evento l'esperto del settore Marco Cantamessa, CEO di I3P incubatore del Politecnico di Torino e tre giovani startupper.

  1. Il Prof. Francesco Rattalino, Direttore Generale di ESCP Europe Torino Campus, introduce la conferenza. A moderare gli interventi degli ospiti Clelia Tundo, studentessa del MiM e componente della JET - ESCP Europe. I partecipanti della conferenza sono tre startupper di successo:
    - Jubin Nouri ex studente MEB e fondatore di Netberg, prima piattaforma online creata a supporto delle PMI per salvarle dall'anonimato del web.
    -
    Giuseppe Spezzano CEO di Bookolico, la prima piattaforma online in Italia per la lettura di ebook in streaming
    - Giulio Mosca, fondatore di Fanceat neonata start-up che offre la spedizione a domicilio di una foodbox, per cucinare un piatto da vero chef in tutta autonomia.
  2. Si parte con la prima domanda "Come è la giornata tipo di uno startupper": l'esperienza di ognuno ha come comune denominatore avere la stoffa ed il coraggio di raggiungere i propri sogni. Giulio Mosca sostiene che lo step fondamentale per una start up vincente è procedere per obiettivi
  3. Mosca, Spezzano e Nouri raccontano rispettivamente le loro start-up, affascinando la platea con il loro entusiasmo, la loro intraprendenza e la voglia di mettersi in gioco.
  4. Si prosegue con la domanda "Chi ha creduto nella tua idea?". Unanime la risposta: "Non importa chi ha avuto l'idea, ma la voglia di mettersi in gioco nel realizzarla". Fondamentale nella creazione di una start-up è l'incubatore in quanto fondarne una da soli non è semplice, come conferma Nouri: "Grazie ad un incubatore si accelerano i processi di realizzazione" senza perdere tempo prezioso. Continua il Prof. Cantamessa paragonando l'incubatore alla "Fata Turchina di Pinocchio" (un ambiente protetto) che protegge da chi offre aiuti miracolosi e successo immediato in cambio di cospicue somme di denaro "Il Gatto e La Volpe".
  5. Si prosegue nel definire la tipologia dell'imprenditore, differenziando fra imprenditori "one shot" e seriali. Gli ospiti spiegano che essere imprenditori è una concezione mentale, non si tratta mai di "one shot", Nouri definisce la voglia di mettersi in gioco e di creare "quasi una droga". Su questa domanda ancora una volta questi tre giovani imprenditori ci trasmettono il loro desiderio di fare, di creare qualcosa con cui dedicarsi a tempo pieno senza badare al tempo speso per raggiungere l'obiettivo. La domanda su come si scelgono le persone del team con cui iniziare e condividere l'avventura sorge quindi spontanea. Ognuno ha la sua idea; per Spezzano sono la passione e la voglia di mettersi in gioco a farla da padrone mentre Nouri esalta il lavoro di team
  6. Si ritorna a parlare dell'incubatore che richiede "massima serietà" a chi decide di aderire. Vengono poi spiegati da Marco Cantamessa in che modo vengono gestiti i fondi a disposizione dell'incubatore, illustrando come il fenomeno delle start-up in Italia stia emergendo identificando i tre hub principali: Milano, Torino e Roma. Si conclude con la penultima domanda "Quanto è servito lo studio e quanto quello imparato sul campo?"
    Spezzano
    sostiene che è più una forma mentis dividendo equamente al 50% lo studio e l'esperienza. Per Nouri, ex studente del MEB della ESCP Europe, lo studio è servito moltissimo e lo ha aiutato nell'avere bene in mente ad esempio cosa fosse un business plan. Infine per Mosca, creative director della sua Fanceat, i suoi studi sono stati fondamentali;diversamente non avrebbe mai potuto iniziare e ricoprire il ruolo che copre attualmente.
  7. L'incontro si è concluso con una domanda provocatoria rivolta ai tre giovanissimi ospiti e cioè: "lo rifareste?"... ça va sans dire la risposta è stata corale "Sì".
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